La Fonte dell’Accolle è situata sulla collina ai piedi di Montepagano. Si raggiunge comodamente in macchina da Roseto o a piedi per i più avventurosi
La data di costruzione dell’opera non è certa, ci sono documenti risalenti al 1819 circa, che fanno riferimento a lavori di ristrutturazione e manutenzione. Esistono probabilità concrete che la fonte venisse già utilizzata intorno all’XI secolo, durante la fase dell’incastellamento che portò alla nascita di Montepagano.
I borghi venivano costruiti dove c’erano sorgenti d’acqua e dalla Fonte dell’Accolle scaturiva acqua sorgiva. La Fonte e coperta con volta a cielo di carrozza, è una semplice costruzione parallelepipeda sul cui fronte si aprono tre arcate a tutto sesto, ricoperte da folta e rigogliosa vegetazione. E’ un perfetto esempio di smart city in quanto è composta da tre parti principali, ognuna destinata ad uno specifico utilizzo: la prima fontana da sinistra per acqua potabile, poi un abbeveratoio per il bestiame posto in una nicchia, e il lavatoio composto da una vasca riparata, in pietra, dove le donne potevano lavare le lenzuola e il bucato, fino a renderli bianchi e puliti. Quello che da Roseto porta a Montepagano passando per la Fonte d’Accolle è uno dei tanti punti di sosta degli antichi percorsi del territorio rosetano.
La Fontana dell’Accolle oltre che per la sua caratteristica costruzione, è nota per una leggenda che attribuisce alle sue acque un potere miracoloso. Si narra che San Pasquale Baylon protettore delle donne, benedicesse le acque della fonte affinchè le giovani spose e le donne da marito potessero sperare in una numerosa prole.
Il 17 Maggio in ricorrenza della festività del Santo, una processione si snodava dalla chiesa di Montepagano fino alla fonte, permettendo alle giovani donne di bagnarsi con le acque benedette. Mariannina era la più bella ragazza del paese, andata in sposa a Gaetano “lu sfasciacarrozze”. Nonostante la profonda devozione al santo, non riusciva a donare una discendenza a suo marito. Il Santo richiamato dalle suppliche della donna, intervenne con un miracolo. Una notte un boato destò l’intero paese, in Piazza Ponno ( dove è stata posizionata la stele in memoria del miracolo) si era squarciato il terreno da cui sgorgò una fonte zampillante di acqua. Mariannina si bagnò con l’acqua miracolosa e restò incinta.
La storia di San Pasquale e del suo miracolo è stata narrata dalla scrittrice rosetana Andreina Moretti, nella novella “La fontana del Santo”, ogni anno sul lungomare di Roseto viene messa in scena la commedia dialettale che narra la vicenda e in collaborazione con le Guide del Borsacchio, viene organizzata un’escursione notturna nel periodo di luna piena, giunti alla fontana dell’Accolle gli attori, accompagnati dal gruppo folcloristico “Gli amici del Sant’Antonio” danno vita alla novella del santo.










